Senza titolo
Ho dentro di me
la malinconia rurale
del tuo casale.
Tra noi
soltanto parole,
come dice una vecchia canzone
parole d’inverno,
parole d’estate
e quando in primavera l’aurora
sussulti d’amore diffonde,
soltanto parole;
e parole ancora
quando l’autunno
le foglie residue colora:
i tuoi silenzi
i tuoi improvvisi sospiri
hanno la voce indistinta del mistero;
il tuo sguardo
ha il tiepido colore del bosco che cangia.
Quando, d’inverno
il fuoco irraggia il camino
e la grande cucina si scalda,
tu sei lì che attendi,
che forse la mia voce ti sorprenda.
Ho la nostalgia
del tuo mondo nascosto
dei segreti che intendi,
del lungo silenzio antico
di tua nonna, del gatto che preme
col muso dalla finestra
che recepisce, il caldo
tepore della stanza.
Il tuo sorriso
ha il lieve sussulto
del ruscello, che di balza in balza
scarica il suo vigore
tra le schiumose rupi
arretra un momento e poi si cheta.
Io e te soli
seduti su una pietra
tenendoci per mano
mirando l’orizzonte lontano.
©
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