Istanbul
Bianche parole di gabbiani
giravano in tondo
incrociandosi e sfiorandosi
nella notte d’Istanbul
sulla cupola d’Aya Sofia
occhi neri e speziati
tagliati da un velo
raccontavano di speranza
che perdevo guardandoti
ora ti specchi in quei battelli
indecisi tra l’Asia e l’Europa
giunti stanchi al Corno d’Oro
ti guardo ancora
li guardo ancora
non so portarli a te
a noi
...
fa freddo s’è fatto tardi
...
si.. ora andiamo
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