Cattleye e camelie
E mi raccontavi
nel tuo "fare cattleya"
del rosso dei ritrovamenti, dei tremiti l’impertinenza
del pulsare esclamativi, le tempie:
- ah, che colori, che suoni hanno nei brividi, i gesti! -
era sfondo il mio udito d’altre voglie.
Sì come al presente fa parvenza
- in notti d’ostinate orchidee, quante -
su questa topica che edera non mi comprende
non refoli ma vento vorrei, senza indulgenze.
Così
a fine Marzo invaserò camelie...
©
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