Teide
Come piovra azzurra
Teide appari
da La Gomera
tormentata dai venti.
Il silenzio innevato
delle tue cime
ha l’impeto giovanile
dello spumeggiare atlantico dell’onda
che urge tra rupi magmatiche
levigate con armonia.
Di lontano piramidi di cemento
offendono la tua maestà diffusa
e di sera luci sparse
disegnano il tuo notturno pendio.
Teide, come donna misteriosa dall’alto miri
il diverso esultare della natura
da costa a costa.
Tacciono le bianche contrade
di Santa Cruz al suono di un flamenco
e l’anima offesa di Garcia
emerge dal mare
con antiche canzoni andaluse
a ripetere il suo lamento sanguigno
alla luna che sfiora arditi palmizi
ed al vento che rinnova
l’umida ebbrezza
del suo tuffo sull’onda.
©
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