Guardai la terra

In una modernità
così liquida senza punti solidi
di riferimento e priva di valori,
il seme che cade tra le spine è
quello destinato alla grande
tribolazione.
Preoccupato
per la crisi economica che
sembra non aver fine, da quel
tedioso compito di adolescente
inquietante guardo di più i
valori.
Inquieta il
relativismo etico, nel tempo
non porta mai a nessuna parte;
lei arriva all’età dei venti, vuole
aspettare ancora per avere
figli.
Perché ritrovarmi
in quella vecchiaia dai denti
finti, solo e dai capelli bianchi?
Lei mi guarda negli occhi ... con
orgoglio, nell’agognato fiocco
rosa o azzurro.
Guardai la
terra molto prima di donar il
mio seme, mi amalgamai tanto
con il suo volere; lei mi sorride e
cambiò solo il vestito, perchè
aveva capito.
Quel progetto figli,
con soavità lei lo custodisce
gelosamente; con misericordia e
piena di amore, distinguendolo
dal bene al male tutto fa con
devozione.
Nutriti sempre
con agiatezza, il futuro lo innaffio
sempre con l’acqua della saggezza;
mi ritrovai con tanti anni che sembra
ieri, soddisfatto per cui si gioisce
con i figli suoi e miei.
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