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Cronaca 22 gennaio 2018 · lettura 1 min · 1856 letture

Unione primordiale

Diego Bello 132 poesie pubblicate
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Non solo quiete d’estati antiche o verde nell’azzurro né a largo slarghi di mare scuro dove in eterno è l’affondare. Non il vagare al vento avvolto o il sale in faccia né abbraccio d’acqua, rifugio nero - orgia d’assoli, silenzio, nulla, e tutto. Non navi bianche al porto approdo a luci vive né sguardi verso l’Ellade deviati dal timone. Ma quelle mille barche a traboccare il popolo più antico cacciato dalla terra al mare amico nell’Europa dimentica, già allora secca di sangue d’anima. Ma quelle mille bocche tutte lorde illiri o non illiri - incerto ceppo - a terra occhi- Balcani quegli occhi neri su mani molle, e tre parole da mille antenne torte di là dal mare, strozzate in gola. Barriera e sfogo, via- ponte- fuga - un mare madre che accoglie e mescola. Come la terra mia è un impeto mai pago misericordia memore d’unione primordiale.
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Brindisi, 7 marzo 1991, Il primo grande sbarco di Albanesi

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Diego Bello
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Gran bel testo, Poeta (Rita Stanzione)

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