La mia donna
La mia donna mite e bella,
madre attenta d’ogni figlio
porta in petto lustra stella
che accalor qual sole giglio.
Or si spende a questi e quella
ridondante odor di tiglio;
per ognun formasi ancella
e dispensa ognor consiglio.
Al mattino, attenta e lesta,
ai bisogni altrui s’appresta
e così fino alla sera
per l’altrui sol bene spera.
Di malore al corpo pregno
è la mente ha dar sostegno
e giacché pien d’altrui duolo
quel ch’è suo lo prostra al suolo.
Ella è sposa a scorso tempo,
e forgiata è d’altro stampo;
è dell’era del rossore,
quando sgarro era dolore.
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
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