Illusioni clandestine
Roberto festa
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fra bocche
che s'impastano in libeccio
e braccia
troppo strette per pregare
non si capisce
se occorra più coraggio
per imbarcarsi
oppure per restare
quando anche un sogno
comincia a sanguinare
e si rapprende
in gola come un grido
che non ha cieli
pronti ad ascoltare
e tutto poggia
su sillabe di vetro
gravate
sotto il carico di voci
che squarciano
il silenzio di paura
con alfabeti sempre più segreti
che il sale punge
ferendoli d' arsura
mentre una prora
poggia all'onda il fianco
aprendo un varco
nel mare della sera
all'improvviso
intorno c'è silenzio
e l'orizzonte
sussura una preghiera
per gente indegna
anche del rimpianto
illusa nel
seguire una chimera.
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L'autore
Roberto festa
Commenti (1)
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N
Nicomar21 novembre 2007
stupendi versi per un argomento attualissimo, sul quale, ahimé, non si finirà mai di scrivere e commentare…
