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Riflessioni 25 gennaio 2018 · lettura 3 min · 708 letture

Un Addio del Sahara

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Lo sguardo effìmero d’un fiore, l’ùltimo che la tempesta ivi ha nutrito del deserto, àgile alla funesta ombra contrito del Sole d’Africa or si rivolge. Scruta tra’ i tròpici dell’orizzonte, ascolta il mùrmure del folle Oceano da cui un dì vènnero i suoi oppressori. Suda la fronte nera, e i sudori scèndon tra làgrime che tanto càntano più mesto addio alla sua terra, alle sue belve, un cupo càntico silente e tàcito che va per l’ètere che brucia impàvido per l’atmosfera. Sente ei la guerra che tra le selve sìbila e tuona, con le catene. Tarda la sera. Non è che un giòvine imberbe pàrgolo illuso e misero che non del tàlamo, non delle prònube odi ha l’età; ma adolescente - appena... appena - ancora vive il blando àttimo di vecchie fole, di Sogni e d’ìncubi, dinnanzi a sé ha Vita intera. Pur triste va via da sua gente che curva ischiena alle corrive miserie oscene, dove la prole di fame muòr. Scruta ne’ i pàlpiti bei d’una ròndine, il cuòr le intèrroga, con lei desìdera a Primavera fuggìr dall’Africa, sogna l’Europa, colà imparare un buon mestiere, fare fortuna, e a sé chiamare i familiari. Sogna sposàrsi con falba Luna, o stella nera, avere figli. Crede che Uomini siano fratelli, che avràn pietà della sua infanzia. E nel frattempo saluta in frèmiti, fa scènder làgrime, la madre mìsera con le sorelle, e tra altri mìseri parte all’incògnito viaggio, e ne dùbita, poi un poco càlmasi, e va a speràr. Addio, nostàlgiche steli degli Avi, che di remota gloria qual Sole e qual suoi specchi brillate all’èremo, confuse a volte con le sue dune! Addio, sì vecchi villaggi e paglie che all’ombre d’àlberi eterni avete nel vostro cuore e bimbi e spose, e saggi e padri! Addio, città, infami covi ma sì possenti dell’oppressore, donde fu un dì che schiatte uscìvano di schiavi d’Arabi e di sì pàllide follie d’Europa! Addio, oh leoni, che in voi serrate fatti famèlici gli antichi Spiriti d’Avi ancestrali, e che attendete pazienti e truci le vostre vìttime! Addio, oh voi! serpi il cui terribile morso difèndesi a’ folli che varcano le calde selve!... E il giovinotto così cantava, muto... tacente, e ripensava il sen materno, il dolce affetto fàttosi eterno dentro il suo petto; e poi sognava, e ripeteva: - Avràn pietà! -. Dopo sei lune egli giaceva supino, morto sopra la sabbia di lido sìculo. Era annegato, nei Sogni assorto esalò l’ultimo respiro ansioso in un baleno. E molti dìssero: - Era un furioso! - altri lagnàrono - Bene! Uno in meno! -.
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La presente Poesia è al di sopra, al di là di ogni intento politico e partito politico. Pertanto ogni commento politicizzato non sarà da me gradito.

L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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