E so' qquaranta
Mo sei passato ar monno de li anta,
e forze c’avrai puro ‘n po’ de strizza,
ma de strada dovrai da fanne tanta,
curva che t’aricurva e ppoi s’addrizza.
La vita fischia e canta all’età tua,
e se quarcuno penza che sei vecchio,
mannalo a fasse ‘n po’... d’affari sua,
a quer paesello in do’ la pia ‘n der secchio.
Però lo so che tte fa mezzo strano,
vede’ tante cannele su la torta,
anvedi quante, manco pare vero.
Certo te ce vorebbe ‘n sacrestano,
si vvoi torna’ a le poche de ‘na vorta,
mettece du’ bucie er quattro e ‘r zero.
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
Commenti (1)
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M
Marina Como21 novembre 2007
Con un paio di quartine, altrettanto di terzine, la struttura snoda endecasillabi perfetti. Aggiungendo le simpatiche immagini, ed il dialetto, ecco servita una squisitezza della poesia romanesca dove in barba all'età si ha tutto lo spirito del conviviale.