Ren in solfargart moth

Avete visto stanno sognando?
Tra cuscini di seta
o pagliericci improvvisati,
le ciglia socchiuse oltre l’abisso
e l’arcobaleno reinventato
per ricolmarlo di luce.
Il parto è imminente,
tra umori vaginali di sangue e radici
in un legame ancestrale
che lega la madre al proprio figlio.
Avete sentito come lei parla
alla piccola creatura ancora nel suo grembo?
Con tenerezza, a proteggerlo,
rassicurarlo per la nuova vita
che incombe.
Sembrano sussurri, li sentite?
Interrompere silenzi,
nel respiro che frammenta il petto,
in un iperbole di un diaframma
che si innalza,
a dare movimento alle ansie
e alle emozioni.
Potreste sognare il mendicante
che tende le mani, tacitamente
rimproverandovi della sua miseria?
Eppure entro nel monastero,
dal sagrato di basalto antico,
dove la suora dal seno nudo
mi abbraccia,
decodificando un amore senza peccato.
Li sentite i bambini giocare?
Innocenti, puri, danno espressione
e movimento ai loro giochi,
in un infanzia che muta e ripercorre
l’essenza ancestrale della non vita.
Ascolterete finalmente?
©
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L'autore
Eolo
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
bella eolo ma non me la fa commentare S e riprovo (carla composto)
una meraviglia ...ritorno dopo ...grande poeta! (Stefana Pieretti)
Peccato, non fi fa commentare- (Umberto De Vita)
meravigliosa (Stefania Siani)
Profonda. (Rosanna Peruzzi)
Commenti (2)
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Stefana Pieretti27 gennaio 2018
versi che lasciano meravigliati per bellezza ed eleganza il poeta ci sa sempre sorprendere con poesie che danno molte riflessioni, emozioni .Grazie, bella poesia .
Rosanna Peruzzi27 gennaio 2018
Sono versi che fanno riflettere, non so se ascolterà chi non vuole vedere... Ma avrebbero dovuto vedere nello sguardo di tutti quei bambini quel senso ancestrale della non vita...


