Pretese d’inverno
Avevano un difetto di pronuncia
gli occhi che mentivano nel riso: in tondo
ti ballavano i nasturzi e ai polsi perline insolenti.
La gola s’occludeva alle rose e l’Io s’interrompeva
in un lento clangore d’ombre:
che in alto, i voli, facciano solitudine
nessuno, nessuno sapeva.
Si piange alle pretese d’inverno
quando s’apprende lo sciamare delle sere di Dicembre
amica mia
che ora sono uccelli i tuoi capelli.
©
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