Autogenesi

La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto, molto bella ... complimenti ... (santo aiello)
Complimenti Patrizia! (Rita Stanzione)
complimenti (poeta per te zaza)
complimenti Pat (Paola Pittalis)
Musica per le mie orecchie. Complimenti sinceri Pat (Ventola raffaele)
Complimenti. Eccezionale (Rosanna Peruzzi)
Grandezza assoluta... (Peppe Cassese)
...superba introspezione... (Lia)
Complimenti. Accenti che sfiorano la metafisica. (numerouno)
complimenti! (Franciscofp)
complimenti! (Franciscofp)
Ottima! Complimenti di cuore. ! (Rita Minniti)
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I poeti poi, cosa avranno poi da dire. Gente normale a cui è affidata quella piccola luce che rischiara un po la notte. Che bella questa immagine che la poesia da di queste figure, di queste persone perse nella notte, avvolti dai loro stessi silenzi. Bella poesia, ampia che avvolge la stessa poesia che è nel mondo, oltre quella che è scritta, raccontata. Molto apprezzata. Anche per la sua eleganza nel linguaggio e la stessa musicalità nelle sue parole. Bella.
Una dolce musica risveglia il canto della poesia, bella di una sensibilità che conduce dentro ogni parole e il verso prende forma si apre si concentra sull’essere, il poeta supera ogni forma e crea l’essenza. Gente comune che si contraddistingue con il semplice gesto di scrivere l’amore universale.
I poeti... persone comuni di tutto il mondo che dipingono scorci di cielo, ritagli di mondo, accompagnati da quella musica struggente, a volte malinconica e triste della notte. Sono come quei lampioni isolati e silenziosi, emanano luce soffusa, sono generazioni di persone che esprimono il proprio sentire con le parole del cuore per rinascere da sé stessi.
A tarda notte, sotto l’incerta luce di un lampione, e nello scrosciare della pioggia, nacque una mia umile poesia, e non sentivo di essere inzuppato fino all’osso. Sacrifici di un "umile poeta" nel momento dell’estro. Piaciuta. Anche se commento poco, ti seguo sempre Fiorentina.
Non occorre essere distanti, unici e incompresi per essere dei poeti, perché nel comune esistere si riesce a dare voce, colore e profondità a ciò che ci circonda. Forse è questo il vero segreto... mescolarsi al mondo, saper ascoltare senza dover imprimere ciò che si è, come figure intermedie che raccolgono per poi spargere parole e vita. Ottima l’analisi della Poetessa; vetrina assai meritata.



