Sbalordita

E con il tempo che mi piove addosso
io esco fuori ed entro in questo fosso
volendo rivoltare come posso
con una fiamma intensamente viva
la febbre che si accende in me ossessiva.
E con la mente candida regina
io navigo nel mare alla berlina
di quegli intendimenti che in vetrina
si mostrano nel grido del piacere
lustrati da uno scaltro vivandiere.
E con il cuore avido e rapace
il vento soffia forte ed è capace
di cogliere gli istanti e salta audace
tra il senso della vita e il reagente
condito dal mio essere incosciente.
E con il verso il seme improvvisato
s’accorge lesto d’essere infettato
dal morbo dei raggiri e trascinato
s’avvolge intorno al cerchio della vita
che scopre la mia musa sbalordita.
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Commenti (1)
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poeta per te zaza3 febbraio 2018
A volte, il poeta resta sorpreso lui per primo da quello che la sua musa gli fa scrivere. ... o la sua musa sbalordita da ciò che la dovrebbe ispirare. Spunti di vera lirica come nell’incipit: nel tempo che gli piove addosso, l’autore tiene al riparo a fiamma viva la febbre dell’ispirazione - sempre e ovunque. Chapeau!
