Dove c’è un prato
Diego Bello
132 poesie pubblicate
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La terra al piede nudo
presta mollezza e ghiaccio e zolle
e dalla pressa scruto
la polvere che esplode
e cerca il vuoto
come un nido.
Sfioro dell’erba
accanto a un fiore giallo su un tombino
in respiro di fogna. Sbatte
lo spigolo la palma
e il sangue si raggruma.
Chiodi sulle strisce
e vetri acuminati
sbuffi da mille suole, calci
sul tendine affilato.
Al rosso
alzo lo sguardo in fondo
e passo
dove c’è un prato.
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L'autore
Diego Bello
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
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, molto bella. (Rita Stanzione)
apprezzata (poeta per te zaza)
Apprezzata molto, specie dalla metà in crescendo (Patrizia Ensoli)
Bellissima! Complimenti! (Rita Minniti)
Commenti (2)
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Rita Stanzione5 febbraio 2018
Il sentire del poeta, che cerca nei dettagli il senso di una quiete non sempre raggiungibile. Dal tombino all’erba, dalla polvere al fiore. I suoi passi, tesi a sollevare il respiro da un piccolo cosmo che raggela.
g
gabriele vacca12 febbraio 2018
E’ un susseguirsi di versi che esplodono nell’intimo del poeta. Dai piedi nudi al ghiaccio, alla polvere che cerca riparo in solitudine, al fiore giallo e al sangue che raggruma, strade minate da chiodi e vetri frantumati che mettono paura, così il poeta ha scelto il prato. Molto significativa e gradevole. Bye bye

