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Introspezione 4 febbraio 2018 · lettura 1 min · 1984 letture

Dove c’è un prato

Diego Bello 132 poesie pubblicate
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La terra al piede nudo presta mollezza e ghiaccio e zolle e dalla pressa scruto la polvere che esplode e cerca il vuoto come un nido. Sfioro dell’erba accanto a un fiore giallo su un tombino in respiro di fogna. Sbatte lo spigolo la palma e il sangue si raggruma. Chiodi sulle strisce e vetri acuminati sbuffi da mille suole, calci sul tendine affilato. Al rosso alzo lo sguardo in fondo e passo dove c’è un prato.
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Diego Bello
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Molto bella. (Duilio Martino)

, molto bella. (Rita Stanzione)

apprezzata (poeta per te zaza)

Apprezzata molto, specie dalla metà in crescendo (Patrizia Ensoli)

Bellissima! Complimenti! (Rita Minniti)

Commenti (2)

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Rita Stanzione5 febbraio 2018

Il sentire del poeta, che cerca nei dettagli il senso di una quiete non sempre raggiungibile. Dal tombino all’erba, dalla polvere al fiore. I suoi passi, tesi a sollevare il respiro da un piccolo cosmo che raggela.

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gabriele vacca12 febbraio 2018

E’ un susseguirsi di versi che esplodono nell’intimo del poeta. Dai piedi nudi al ghiaccio, alla polvere che cerca riparo in solitudine, al fiore giallo e al sangue che raggruma, strade minate da chiodi e vetri frantumati che mettono paura, così il poeta ha scelto il prato. Molto significativa e gradevole. Bye bye