Profumo di padre
Carlo Sorgia
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Giornata vestita di rosa
profumo che inebria
ronzare impazzito di api
luce che acceca
primavera alle porte.
Prime prove per riaccendere
cuori spenti da tanto.
Anche mio padre
d’un tratto incantato
chiede dell’albero di fronte
incuriosito come un piccino
dalla luce riflessa.
Forse novant’anni sono passati invano,
volati via, anzi, dissolti?
Sorrido
penso che si rimane bambini
anche a novanta forse anche a cento di anni
ma è scontato il diritto di fare i capricci.
©
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L'autore
Carlo Sorgia
Molto impegnato nel lavoro, mi sono avvicinato alla poesia in maniera sistematica solo di recente. Attratto da tutte le forme di creatività, nessuna esclusa, scrivere credo completi questa mia voglia di esprimermi, la pittura mi completa. La mattina al risveglio mi meraviglio ancora e mi stupisco per i colori e i p
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
deliziosa! (Stefana Pieretti)
Commenti (1)
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g
gabriele vacca7 febbraio 2018
Quei caprici, se ci sono, vengono da un’esperienza incommensurabile. A novanta me ne mancano sei. Forse se la buona stella... chissà, chissà. Piacevole Bye bye
