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Introspezione 12 febbraio 2018 · lettura 1 min · 2658 letture

Déjà vu, di nuovo tu

Vito Marco Giuseppe 195 poesie pubblicate
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Vibrazione di un istante eterno, soliloquio di un vissuto che ritorna. Nomade ricordo di una vita sospesa che resta ancorata nell’anima indifesa. Un viaggio mnestico oltre la coscienza, un bizzarro subconscio che invade l’essenza e si sintonizza sulla mia frequenza. Déjà vu, di nuovo tu... T’ho vissuto o m’hai rapito? Credo forse di non aver capito. Sei del tutto irrazionale, una sorta di ponte spazio- temporale. Sequenza empirica di immagini e parole che si riverberano nel tempo, viaggiano indisturbate sull’onda del vento e si scaglian violente sui sentieri della mente. Specchio riflesso di una vita vissuta, plumbea presenza di un’anima passata; misteriosa reminescenza dall’anima errante che si nutre del folle dubbio d’un vago presente.
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Vito Marco Giuseppe
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bella, caro poeta .Complimenti (Stefana Pieretti)

e se fossero flashback di vite passate? Bella (Patrizia Ensoli)

Commenti (1)

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gabriele vacca12 febbraio 2018

Vago è il presente, nel ricordo dell’anima errante. Nomade è il ricordo di chi ormai è assente e pensa ai sogni perduti, ma la malinconia scoraggia. Malinconica ma apprezzata poesia Bye bye