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Amore 12 febbraio 2018 · lettura 3 min · 1377 letture

The Last Rose of Summer - Il Canto di Tannhäuser

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Assaporerò io forse i vostri acciari, e il Sole a mezzogiorno li vorrà alluminare tinti del mio sangue; e la vergogna e il disonore apprenderò nel peregrinàr mio. Questo è il Destino! Forse voi mi chiamate cavaliere perché io possa sfidàr le vostre leggi? Sono forse un Titano baldanzoso?... Voi non sapete sì fitto mistero che in fosche grotte mio cuòr ansio attende tra i Sogni delle Idee e gli incubi eterni; né mai avete veduta Freya, la Dea. Non è vero?... Vorrete bèrmi ogni stilla del sangue che voi chiamate immondo e menzognero, che d’insulti coprite... voi, e i pugnali! E mi trafiggerete così irati perché ne’ lor torrenti ho abbandonate le follie e le chimere, Freya e le Ondine, e l’Ideale rabbioso e dolente per Amòr di sì mortàl fiorellino. Dite! mi trafiggerete, oh superbi? Non è vero?... Ogni lama sarà contro il mio petto, mi segnerà una croce sulla pelle, e tòrmi l’Anima ardirà cotanto per il lamento di me, un Trovatore, che, non volendo, vi disfìda, oh bruti, dove l’incauto ardòr che serbo dentro furiosamente udito avrete! è il Fato!... Io piango!... piango perché non capite l’arpa mia che s’è sciolta tintinnando come pioggia d’argento per la giòvine rosa perduta dell’Estate mia, o il mio silenzio d’eccesso funesto. Dìtemi! non ho declamato niente? Non è vero?... Se mai potessi vòlgere alla rosa un cenno, un bel saluto, il mièl di un’ode, dìrle: Fèrmati, oh fiore!... e lì beàrmi sol d’un suo sguardo, un’altra volta, vedèrle i pètali in oro gemmati, e contemplare il casto labbro suo! o cantàrle una stanza trobadòrica da’ i cortìl del castello, nella Notte, sotto il verone suo, al buio, prottetto, incògnito cantore e cavaliere, e ardito e prode! Ma vedrò i vostri acciari; e fia il silenzio. Non è vero?... Eppùr dirò che questa rosa eterna più di Freya splende e più del Sogno e d’ìncubo; e con le spade vostre a me dirette e aguzze piangerò ancora per la lontananza che da codesto fiore Iddio m’impone, onde il mistero resterà con me, a tradimento trafitto e discolpato. Ma com’è mesta mia Vita al stèl lontano! Come nervoso si fa il mio silenzio!... Mi perdonerete, oh voi, oh cavalieri? Non è vero?
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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