Non pensare
Non pensare
per non lacerarsi e isolarsi.
Non pensare
magari ubriacarsi
di vino, di birra
o di musica sparata nelle orecchie
oppure di marijuana
raccolta sulle strade
dove le puttane aprono le cosce
e non trasmettono angosce.
Non pensare
affidarsi al corpo
ai gesti incontrollati
ballare sulla spiaggia
nudi, davanti alla luna
che scruta e commuove
oppure cantare
stonando arpeggi
aprendo il diaframma
e urlare
vomitare lo sdegno
far vibrare i palazzi
che nascondono scheletri
e sul balcone stendono arazzi.
Mentre un Dio silenzioso
stringe i pugni nel tabernacolo
gira la testa
per non guardare
ha timore
vergogna di chi entra nelle fessure
e libera l’eccedente umore
mentre cerca l’isola felice
e non il suo Spirito
mentre cerca la passione
nel piacere e nella condivisione
nell’orgasmo dell’anima
e si esula per cercare pace.
Non pensare
atto di libidine
che va al di là dell’amore.
©
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