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Riflessioni 16 febbraio 2018 · lettura 1 min · 730 letture

Un dì estirperemo la gramigna

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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Un dì estirperemo la gramigna e i colori faranno capolino tra un fitto e rigoglioso prato Respireremo solo l’aria buona senza cattivi olezzi o profumi a iosa sotto vesti che imbrogliano l’olfatto E tutto sarà chiaro: la scoria non passerà il setaccio Tutto visibile ... tra i denti: al pettine... i nodi ed i pidocchi
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L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (3)

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carla vercelli16 febbraio 2018

Si spera che quel dì in cui riusciremo ad estirpare la gramigna non sia molto lontano, ci libereremo dall’ipocrisia dilagante e da certi pensieri contagiosi dettati da un’omologazione universale che è deleteria. Bellissima poesia di pura ed elevata speranza, senza fronzoli!

Saverio Chiti16 febbraio 2018

Grande è la speranza di arrivare al momento in cui combatteremo l’ipocrisia... Quando con semplici parole faremo del comune prato un parco giochi, dove ognuno in completa libertà potrà giocare sull’erba appena tagliata... Chissà se ogni aiuola avrà uguale importanza... Nessuno s’innalzerà ad esser pianta, ma resterà comune erba di uguale colore... E un prato così non avrà bisogno certo di recinzione, poiché il libero pensiero è da condividere con il mondo intero... Che sia gremigna o soffice prato, tutti insieme andremo alla ricerca del fortunato quadrifoglio... Versi che fanno davvero riflettere su ciò che è o dovrebbe essere vita...

Azar Rudif17 febbraio 2018

A duemila anni dalla parabola del buon seminatore, c’è ancora gramigna nei campi. E’ un bene saperla estirpare, ma poi ricresce sempre. forse il metodo migliore è quello di Sansone che decise di morire con tutti i filistei demolendo il loro tempio. Personalmente, ritengo la presenza di gramigna conseguenza dell’erba buona e serve sempre a farla distinguere; posso solo sperare che il seminatore o chi verrà con la falce sappia fare la distinzione. I versi, in tono molto diretto e senza fronzoli, sperano in questo avvenimento, ma la capacità umana di saper distinguere è fallace e si diverte a girare intorno al problema in quanto non c’è la capacità di trovare una soluzione. Cmq, che vinca sempre l’erba buona