Vesuvius
Pasquale Lettieri
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Una montagna di nero zolfo il Vesuvio,
un cappello con un pennacchio bianco
in passato gli copriva la testa.
Ha la bocca grande senza denti,
la pelle di terra lo copre di verde e di grigio.
Sanguigno,
mai rabbioso,
bolle il sangue nella pancia,
lava e lapilli,
ferro e minerali.
Pompei ci ha conservato
in uno scrigno
di fuoco raffreddato.
Profuma di ginestre.
Trema spesso con piccoli sussulti.
In tempi passati
ha oscurato il cielo di Partenope
mescolando il giorno e la notte.
Il suo fiato fumante e grigio,
la saliva sangue incandescenti,
le visceri di fuoco,
il magma è vomito
di vita e di morte,
la gittata furiosa,
tremante l’orgasmo,
l’orgia di uno stomaco colmo
che erutta senza educazione.
©
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
Commenti (1)
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e
emiliapoesie3923 febbraio 2018
il Vesuvio vegliardo che dorme, ai suoi piedi pittoreschi borghi, sorridono con i colori del giorno... ma il vulcano è stato in passato un centro di paura e dolore non più scherzi ma lava e distruzione, ma per gli abitanti sempre caro... al loro cuore...
