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Natura 23 febbraio 2018 · lettura 1 min · 933 letture

Vesuvius

Pasquale Lettieri 1157 poesie pubblicate
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Una montagna di nero zolfo il Vesuvio, un cappello con un pennacchio bianco in passato gli copriva la testa. Ha la bocca grande senza denti, la pelle di terra lo copre di verde e di grigio. Sanguigno, mai rabbioso, bolle il sangue nella pancia, lava e lapilli, ferro e minerali. Pompei ci ha conservato in uno scrigno di fuoco raffreddato. Profuma di ginestre. Trema spesso con piccoli sussulti. In tempi passati ha oscurato il cielo di Partenope mescolando il giorno e la notte. Il suo fiato fumante e grigio, la saliva sangue incandescenti, le visceri di fuoco, il magma è vomito di vita e di morte, la gittata furiosa, tremante l’orgasmo, l’orgia di uno stomaco colmo che erutta senza educazione.
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L'autore
Pasquale Lettieri

La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver

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Commenti (1)

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e
emiliapoesie3923 febbraio 2018

il Vesuvio vegliardo che dorme, ai suoi piedi pittoreschi borghi, sorridono con i colori del giorno... ma il vulcano è stato in passato un centro di paura e dolore non più scherzi ma lava e distruzione, ma per gli abitanti sempre caro... al loro cuore...