D’istinto: di cuore
Patrizia Ensoli
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Nel cielo convesso e circolare
respira la struttura delle forme
si abbraccia l’equilibrio in sfumature
udibile alla pace in tutti i gusti:
quelle simmetrie semplici del cuore.
Io ti vedo comprendo e ti capisco
nell’unità di vita che ci rende uguali
nella verità che accetta il debole l’errore
che ci somiglia
quando patiamo nell’incomprensione.
Uomini donne dalle suole al vento
che sul vetro scivolano riflessi
poi sopra ovunque ritrovano le rotte
del punto chiaro che palpita di stelle.
D’istinto c’è poco da pensare
solo l’attesa di caderci dentro: Fidarsi fecondarsi sopportare
piangere magari
stendendo le braccia al mare. Sviluppare.
Mi vedi, ti vedo
finalmente liberi vincendo le miserie. Cantandoci l’insieme, qualcosa di vicino.
Frutteto: clima d’intelletto.
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Commenti (1)
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Bruno Leopardi3 marzo 2018
... e stringersi nell’io di un tempo fatto d’inchiostro, a volte incomprensibile e inarrivabile e sentire che il vento ha il suo suono per chi lo sente, così come i i versi hanno (e danno) lo spessore della vita.

