Amai le frenesie degli occhi tuoi
massimo turbi
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le fattezze di cariatide ignuda
fan di te principessa dei sogni segreti
i gonfi seni di luce cristallina
mi parve di toccar l’eden celestiale in terra
turgide come iceberg nelle notti polari
e calde come lapilli di seta al suo toccare
dagli sguardi famelici ero accerchiato
le mani fra i capelli corvini ondeggiavano
come il mare stropicciato
sul confine dell’innebriante bocca
guizzavano le dita nei contorni della lingua
impattando con la sfacciata femminilità
che ci rendeva spregiudicati infronte
alle frenesie passionali
un dolce e acuto profumo si disperdeva
tra l’intimo color carne
scivolato vicino all’inguine in fiamme
distesi in un fiume di viole
trascurando gli occhi intorno a noi
pulsava il sangue nelle floride vene
come un fiume in piena al disgelo di ghiacciai
il sesso bollente fra le sue mani
strisciavano come un treno a vapore
istigata dal fuoco dentro al petto
che divorava la vorace perdizione di orgasmi
trascinanti verso forsennati oblii
rapiti come eravamo dalla volluttà
di toccar con mani piaceri dell’assoluto amor
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massimo turbi
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