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Amore 27 febbraio 2018 · lettura 2 min · 1991 letture

La giovane mendicante siriana

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La incontro ogni giorno, davanti l’ingresso della chiesa sul mare, a tendere le mani scarne, il volto emaciato dai patimenti, nel quale mi sembra d’intravvedere una bellezza antica, quasi sfiorita, nei lineamenti fieri di donna araba. Con leì io divido il mio pane, i pochi soldi che mi restano in tasca, le sorrido per farla sentire viva e io stesso, attraverso lei sentirmi vivo. Così lei mi chiede di racccontarle i miti antichi, la leggenda di Cola Pesce, che in fondo al mare sorregge le colonne della Sicilia perché non sprofondi, dei miei pescatori, dei portatori di sale, delle reti rammendate al chiaro di luna, del Maestrale amico e della brezza estiva. Ancora dei giardini di limoni, del mare che respira, delle meduse azzurre dei miei sogni e delle mie sconfitte. Lo sguardo le si illumina, le labbra si dischiudono al sorriso, in un sentire di stupore incantevole che commuove. Le parlo dei bambini che giocano nei cortili del tempo e della luce, delle fiabe loro narrate, delle filastrocche siciliane. Il volto le si contrae in un asincrono movimento di sgomento, le lacrime le rigano le guance di madre infelice. I suoi bambini sono rimasti nella sua terra, dilaniata da una guerra senza senso. L’abbraccio in un dolore muto di conforto che non ha voce né silenzi, soltanto sconfinate essenze di misericordia!
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Bravo, mi è piaciuta... (Sara Acireale)

Grazie Eolo! ! (Marcella Usai)

Molto bella e triste (Stefania Siani)

intensa profonda SL eolo (carla composto)

Commenti (9)

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Giovanni Ghione27 febbraio 2018

Il racconto di una guerra assurda liberano questi commoventi versi che partono dall’osservare attentamente chi chiede e chi dona la carità atto di profondo e reciproco amore! Elogio!

Sara Acireale27 febbraio 2018

Questo è amore. Leggendo questi versi una grande commozione si è impadronita di me. è scesa dentro il mio cuore, mi ha fatto capire che non bisogna essere sordi e insensibili verso l’altrui dolore. In modo delicato il Poeta descrive il suo rapporto con la mendicante siriana, costretta da una guerra assurda a fuggire per arrivare in un posto lontano, senza il conforto della sua famiglia e dei suoi figli.

Stefana Pieretti27 febbraio 2018

momenti preziosi per il cuore di chi dona e chi riceve anche solo un sorriso, una stretta di mano, un dialogo fraterno può dare grande conforto e amore un testo che dona al lettore grandi sensazioni .elogi

Umberto De Vita27 febbraio 2018

Il poeta con questa bella lirica ci fa odiare la guerra, ancora di più tutte le guerre inutili e assurde. Ho apprezzato molto soprattutto il tema che secondo me è bene che il poeta lo abbia rivelato, se non altro per ricordarci le sventure che si susseguono nei vari paesi del mondo. Poesia molto, molto bella e significativa

Marcella Usai27 febbraio 2018

Tendere la mano, porgere il cuore, ascoltare la voce del dolore, un empatia di anime che si sfiorano, addolcendo e rendendo meno cruda la realtà. Un grande esempio da cui attingere.

carla vercelli27 febbraio 2018

Bella, molto bella... una condivisione con la donna siriana costituita da empatia, ma soprattutto di misericordia. Un ringraziamento particolare a questo poeta che ci dona perle di poesia con le varie sfaccettature dell’amore e con dettagli di storie e leggende ataviche. Molto apprezzata!

carla composto28 febbraio 2018

una guerra crudele una descrizione intensa di un tema sociale profondo e sentito lirica da elogio molto bella e condivisa

Guido Buono28 febbraio 2018

Un moto di ribellione mi assale leggendo questi toccanti versi di Janez: con mirabili parole mette in evidenza la tragica involuzione del genere umano, assetato di ricchezza e di odio, sordo ad ogni lamento, incapace di "pietas". Colgo nei versi il vero significato di "compassione", di sofferenza condivisa, di denuncia dei misfatti compiuti contro esseri umani indifesi, bisognosi solo di semplice amore.

Giacomo Scimonelli28 febbraio 2018

Aiutare con le parole, con la vicinanza chi soffre... chi si ritrova lontano dal proprio Paese e dai propri cari... Una violenza inaudita la guerra che coinvolge sempre i più deboli e indifesi... Stare accanto a chi soffre e tendere la mano è una dimostrazione di alta sensibilità...condividere i propri pensieri con chi ha il dolore inciso dentro può aiutare a lenire la sofferenza... versi che commuovono e coinvolgono... versi come sempre arricchiti dalla profondità di pensiero del bravo Autore