Non ho che ferite
Saverio Chiti
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Su di me non ho che ferite
quasi mai confessate, e così poco guarite
dai tormenti dell’anima.
La prima arrivò a pochi anni
quando correndo nell’aiuola del giardino
miseramente caddi su vasi di ciclamino.
La seconda invece nello slargo davanti a casa
quando con la bici urtai l’auto di mio padre
parcheggiata appena appena fuori della rimessa.
La terza mi spezzò il cuore...
quell’amore fanciullo che mi devastò l’anima
ma solo il tempo di una breve estate
così passionale, ma sempre la stessa.
Poi sei arrivato tu, figlio caro
e con te il ventre ferito dal cesareo d’urgenza
e per un amore che arriva, altri partono cercando riparo.
Quando poi bramavo e speravo per me un mondo migliore
dopo una lunga e pessima vita in penitenza
sono arrivate da prima le grida
poi le botte dall’ultimo arrivato...
un uomo che fantasticavo m’amasse
confidando fosse un degno compagno per il vivere assieme.
L’ultima ferita infine, mi ha squarciato il petto
un colpo netto di coltello ha reciso l’aorta
adesso più non sanguina vita, è stato allora che sono morta.
Adesso su di me non ho che ferite
così poco riconosciute e non più guarite...
eppure io ero la pura essenza di un amore crescente
ma resta evidente che ancora
ci sono uomini che danno solo dolore
forse perché inutilmente sanno amare
di un amore che rende solo schiavi.
Su questo mio corpo non rimangono che ferite
mai state riconosciute da questa società
che non guarisce dalla complicità
di chi non vede e non crede l’umana stupidità.
Ora che sono diventata una donna da tenere in esempio
non vedo che scempio a riguardo l’amore,
troppo è lo scambio di reciproche colpe
e in fede vi dico, che sa amare
chi non si ferma al primo stadio, e di conseguenza
sa tenere a freno rabbia e dolore
così come chi ama davvero conoscendo il significato
di condivisione e perdono...
Ora sul mio corpo non ho che ferite, da guarire assieme
che tu sia donna oppure uomo.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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