Ode alla quiete

Viandanti smaniosi
in una ridda di ombre
schermiscono i raggi ansiosi
di suonare le trombe del meriggio.
Quando il calore
riluce fra le pietre
deflagra un clangore
a tediar la quiete
tra cuori solitari.
Amari e sordi
i ricordi di corse
senza traguardi
di un pugno di rose
di assurdi stendardi.
Piove,
tutto corre
scorrendo altrove,
si bagnan le parole
da bocche asciutte
intente a velare
vite già distrutte
per non saper amare.
E come tutto tace
e la quiete si ridesta
una gioia mi sovrasta
per la natura ancora in festa!
©
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