Fusione o confusione
Ci sono dei momenti come questo
che ... vorrei sentirmi il tuo corpo addosso,
fuso in un tremito convulso
che non risparmi quell’impulso
di stringerti incurante di tutto,
perdonandoti di avermi sedotto.
Tutti i sensi attivati
logorati dal tempo ma inebriati.
I nostri occhi vicini
a scrutarci nell’animo oltre i confini,
la tua bocca incollata sulla mia
a scoprirne senza fiato l’alchimia,
il tocco della mia pelle nuda alle tue mani
per quell’emozione di un ieri, dell’oggi e del domani.
Infine quel sospiro che geme nel movimento,
lento o affrettato in un momento,
di due corpi che trasudano calore
intrisi e fusi in un unico odore.
Ci sono dei momenti come questo
che ... vorrei sentirmi il tuo corpo addosso,
confondendo ogni percezione sensoriale
immaginando che tu sia reale
e io ... capace ancora di amare.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi2 marzo 2018
Non vi sembra che questa poetica sia forzata? Io penso che bisogna lasciare spazio alla percezione senza quantificare o specificare
