Let it go
Maria Grazia Vai
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Il primo sorso di te
fu palpito lasciato a filo d’acqua.
Ogni tuo dire
mi morse solitudini di ghiaccio
che nessun gelo -mai, seppe tenere vive
Fuggivi sottopelle
lasciandomi così
nella stessa misura del mare
sotto il pontile.
E dilatavi silenzi e finestre
con la stessa ferocia del glicine
abbarbicato alle ringhiere
di casa.
Con la sola arroganza –delle nuvole sui fossi,
tornavi tra le lucciole d’agosto
e rifiorivi sottopelle
lasciandomi così,
nella stessa misura del cielo
sopra il cortile
Quel vento spensierato
che ancora mi decora
e graffia
d’amore la carne.
E soffia i suoi aghi appuntiti di pioggia
come pulviscolo di rosa
fin oltre il mio petto
-Ramificandoti. Ancora.
©
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L'autore
Maria Grazia Vai
La bacheca della poesia
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Voce poetica. Complimenti ammirato (Francesco Rossi)
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