Lingue

Sinuose, srotolate sul niveo candore,
collose, sgusciano fino alle dita pulsanti,
tumultuose, attimi che sembrano svanire,
profonde, quando raschio anche i più piccoli rimasugli,
come acqua cristallina delle Mnemosine, sgorgano;
Divampano, accendono, vivono,
benedette mal parole.
Visioni, scansioni di frattali, origami colorati,
e io povero visionario non sto fermo,
non sto zitto, non voglio crepare sbottando per queste pulsioni,
quindi qui! Subito! Ora! Scrivo le tribolazioni di queste foglie,
scrivo le gioie che bevo a piccoli sorsi,
sono Vostre, le regalo, sappiate giocare con esse.
Come posso sparire tra i meandri?
accendere il cuore, poi con perle salate, spegnerlo?
cantare le note con il suono della mandola?
come il fiume sinuoso, dalla sorgente, prima rivolo, poi impeto,
fino al mare dove mi calmerò con la risacca ché dolcemente mi culla.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi5 marzo 2018
Attimi che sembrano svanire in un contesto poetico altamente introspettivo, il poeta nulla lascia al caso, entra dentro gli attimi e in un incessante tumulto dettato dall’interiore sviluppa la poetica in gran stile.
