Rendimi schiava del peccato
massimo turbi
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fammi carpire l’avidità immorale
odorosa di erotica traspirazione
virile essenza trasudante, di sangue
che scorre nel cervello in pappa
divenni adulatrice del corpo tuo
che mi trascina verso l’oblio lacerante
rendimi schiava del peccato
rapita dalle inibizioni perverse
ubriacami di sperma caldo
in ginocchio a succhiar le pene
che sbattono sui seni gonfi in fiamme
violentami l’anima Lucifero gocciolante
aspide dal veleno e dagli artigli aguzzi
mordimi il clito gonfio mentre il prorompente psesso
mi scruta con fierezza divina
in preda alla follia ti serro le braccia
venendoti sopra scambiandoci i ruoli
i fianchi generosi danzano sul piacer linfatico
gemendo come i muezzin arabeschi
i seni prosperosi affondando nell’ avida bocca
facendo fatica a respirare
le spinte divennero forti fino a far traballare
il letto strapazzato dalla bramosia incessante
mi riflessi nei grandi specchi frontali
posizionati sul soffitto del baldacchino
orgogliosa delle prestazioni
di una vera prima donna amorosa
testimoni della lussuria pari al kamasutra orientale
superando i limiti della fisica
perdevamo il conto dei lunghissimi orgasmi
pregni di quella fisicità animale e spirituale
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