Racconti e Canti
Giuseppe Buro
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È inevitabile ascoltare il tuo canto,
nella valle c’era il tuo eco, arrivava
da lontano era come un soffio di vento.
Raccoglievi more e le spine ferivano
il cammino, in silenzi fatti di timidi sospiri,
in un domani di piccole cose, mani che
sì elevavano al cielo.
Ora sei barca alla deriva in onde latenti
poi i fardelli sono fuggiti, scappati lontano,
e tu non sai fartene una ragione, elevi il tuo
lamento al vento.
Sostanza dei miei sogni con durevoli
appigli, fai carezze e pianti in vespri e
compiete, per essere ascoltata da chi
non ti ha mai amata.
Prendi le tue cose e parti, porta un sostegno
a chi non ha più niente.
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Giuseppe Buro
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