Il resto non conta

Quante facce, rifletti pregiudizi, proietti diapositive,
resta vuota quella parete imbiancata, come sepolcri, sacra,
E se fossi sempre giovane sul quadro?
saresti, non sei!
Quanto conta l’oste che ti offre buon vino?
Cosa vale la lettura della fattucchiera?
Come senti la pioggia? La neve? Il vento?
Canti mai? O ascolti soltanto?
La strada, unica, in un sol senso, irripetibile, va percorsa.
Solo non ci sono stampelle fradicie, non ci sono mezzi,
solo marchingegni, l’uomo li inventa sempre, più di uno,
...Nessuno, centomila.
Un personaggio, ne mancano altri pentacolari,
tentacoli che incatenano, le cesoie stanno riposte,
taglia ora, sforbicia butta a fiume rami secchi,
...la tua primavera è profumata, pittata ... nuance di colori,
...Tutto il resto è Noia.
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Un piacere leggere le tue poesie. (Francesco Rossi)
Commenti (1)
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Galante Arcangelo17 marzo 2018
Un bel testo, che possiede l’intensità di un celato sfogo legittimo, su di una libertà, spesso, impossibilitata ad adempiersi, nonché il coraggio di mettere a nudo la verità, inerente la descritta realtà, sagacemente intavolata. Del resto, l’elasticità mentale, resta una prerogativa in chi nasce con una sensibilità peculiare, che non è spiegabile, facilmente. Ritengo sia sempre l’intelligenza a renderci "superiori", dinanzi ai pregiudizi, ai credi, in generale, e davanti a errate convinzioni che ben poco hanno a che vedere con il rispetto dell’espressione dell’anima. Poesia apprezzata e condivisa, nel proprio emblematico messaggio!
