Quella notte
Pierfrancesco Roberti
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Rotola il dolore in una notte ladra di parole
luce che anneghi in un sonno tenero di bambino
braccia raggrinzite di una cinta stretta dal buio
pure le lacrime erano scivolate in un bocciolo di neve
pure i miei occhi si erano chiusi alla solitudine malata di quei giorni
Tu che hai battezzato la fragilità del mio nome
mi lasciasti nudo in una notte folle di silenzi
sole che scendi nel mio cuore tormentato di normalità
occhi ammalati di un sudicio brandello d’infinito
non è l’inferno ancora nelle ore vestite di pace
non è l’inferno ancora nella pallida aurora di Dicembre
vita che aspetta la bruciante sigaretta di un tramonto di amici
quella notte lasciai nelle coperte la mia voglia di morte
quelle coperte sudicie di un suicidio appena accennato
non è più il buio
non più
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L'autore
Pierfrancesco Roberti
Commenti (1)
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Galante Arcangelo17 marzo 2018
Perlomeno l’incipit, andrebbe scritto con la maiuscola, visto che siamo su di un sito di scrittura, pure rispettando la libertà di comporre come si vuole. Premessa fatta, l’opera mi è tanto piaciuta, per il contenuto emblematico e profondo.

