Quei morti in mare ci fanno meditare
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Tragedie che si ripetono... un caro saluto, Sergio (Rita Stanzione)
Avrei scritto ancora ma più di tot caratteri non (Sara Acireale)
si possono scrivere, purtroppo... (Sara Acireale)
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È l’ennesima tragedia che si consuma nel nostro amato mare. È triste il mare e se potesse parlare avrebbe molto da raccontare, molte lacrime da versare. Questa volta i soccorritori non ce l’hanno fatta a salvare tutti. Il mediterraneo diventa, ancora una volta, protagonista di una tragedia immane. Penso che se queste persone scappano sfidando pericoli e anche la morte, vuol dire che devono farlo, significa che dove sono è un inferno... desiderano cambiare la loro vita e... invece trovano disperazione e morte. I sopravvissuti non hanno la giusta considerazione, anzi vengono disprezzati e tenuti a distanza come se non fossero nostri fratelli. I morti nel mediterraneo sono stati circa 15. 000 in tre anni... e ancora non si trova una soluzione
Un argomento sociale raccontato con riflessioni incisive ed umanità profonda dall’autore, sulle sorti di anime in cerca di una fervida speranza che, talvolta, nel mare della vita, può divenire oscuro spettro attraversato dal dolore. Metafore calzanti evidenziano l’alternarsi di chiaroscuri nell’attraversamento delle difficoltà umane dell’esistenza. S’avverte malinconia nel contenuto, ma pure un grande pathos per il tema trattato!

