Sulla porta del cielo
Patrizia Ensoli
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Di stupore ferisci
dove vivo
come se niente più mi toccasse.
Giacimi sul fondo e batti quel ritmo temporale.
Evocandomi da lontano
bevi
le notti oscure incatenate al cuore.
Lascia libera una stella di specchiarsi nei miei occhi chiari.
Mi basterà quell’orlo d’oro, comprato e stilizzato da un pensiero sull’enigma.
Ti mangerò ingorda e senza denti. Succhiando la tua luce.
©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
che dire... bellissima! complimenti! (Stefana Pieretti)
L’ottavo verso è stupendo. Bravissma Pat (Sara Acireale)
Troppo bella (Vito Marco Giuseppe)
Meravigliosa poesia Pat. Un abbraccio (Luciano Capaldo)
Sempre versi emozionanti, Patrizia. (Rita Stanzione)
...suggestioni... bellezza... Patrizia... (Lia)
Formidabile potere evocativo. Poetica. (numerouno)
Celeste armonia... (Peppe Cassese)
è davvero toccante! ogni volta un’emozione (Paola Galli)
Commenti (3)
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Stefana Pieretti18 marzo 2018
versi che san stupire che meravigliano per la bellezza e armoniosità molto bella la chiusa, da elogio!
Luciano Capaldo18 marzo 2018
Sulla porta del cielo ci si giunge quando l’amore terreno è così puro e sincero da riuscire a superare ogni barriera naturale e quasi in modo quantistico si congiungono o ricongiungono amori evocati e giusti. Particolare la forza della chiusa che sembra suggellare proprio questo sforzo unico nel ricongiungimento. Va succhiata quella luce celeste. Molto apprezzato
r
romeo cantoni19 marzo 2018
...Da ogni verso una stilettata d’ Amore così intenso che va a colpire la superbia degli dèì...la Poetessa ci trascina in un vortice d’ Amore così grande dove soltanto la sua luce ci dona la forza di vivere...


