Le tue. mani le. mir. mani
massimo turbi
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Le tue mani, le mie mani... si sfiorano
, si toccano, si insinuano, si intrecciano,
si assaporano, si gustano, si fondono passioni...
le dita vibrano al tocco.
languide carezze sotto le brasiliane sexi
come braceri ardenti nelle notti di san patrizio
i languidi baci sull’epidermide nuda
si librano verso la parte oscura della luna
che vibra in sintonia con il florido
monte di venere stuzzicando
con istigata femminilità la dirompenza
-che tuo marito non sapeva realizzare-
le fameliche bocche si intrecciano
in miasni odorosi di umida saliva
che scivola sull’erogene spalle sensuali
succhiotti succosi stampati
sulla carnagione bianca i sussurri gaudiosi
fremono per non urlare a scuarciagola
-temendo i vicini curiosi-
i corpi si avvolgono come rettili acquatici
con le sue prede divenendo cacciatore
nell’ inseguirsi di graffi sulla pelle dura
con gli artigli e morsi sui fianchi
da lasciare i segni sull seno turgido
come una ventenne
in calore - cosi il marito ti lascerà -
sei carne e sangue viva fra le eccitabili gambe
gocciolante di esuberanza senza margini
-nel’oblio gheisha regina inebriante-
danzi sul pube eretto con il tacco 12 regalato
come se fossi un trofeo da esibire in pubblico
ti dipingi come una dea erotica
inguainata in guepiere rosso porpora
con frustino in pelle a seguito
sculacciami casta diva fammi ancora male
rendimi le parti untime colme di rossore
fammi tua cosi perversa che mai
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