A mio padre
Raffaele Scarano
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Soffia il vento quando è sera,
s’un cuscino bianco di campi innevati;
dorme ancora la letargica primavera,
in una coperta di neve che veste i prati.
È il 19 Marzo nel cielo d’Inghilterra,
si nasconde ancora il timido sole;
mi manca tanto la mia natia terra,
col suo profumo di primule e viole.
Nei miei sogni m’accarezza,
nella bocca sa di more;
una poesia nella dolcezza,
che trabocca dal mio core...
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L'autore
Raffaele Scarano
Commenti (2)
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gabriele vacca19 marzo 2018
Come ti capisco. Ho passato venti anni nella mia seconda patria, che è la Svizzera. Ma non lasciarti cogliere dalla nostalgia. Apprezza, pure se con riserva le uggiose giornate del "Regno" che perlomeno ti danno sicurezza e ti fanno diventare uomo sempre più. Molto bella e apprezzata, scorrevole e piacevole. Vai avanti poeta. Bye bye
Galante Arcangelo4 aprile 2018
Un toccante, quanto adorabile, decanto, nell’elevare la figura paterna, la quale, ha sempre un qualcosa di carismatico ed evocativo. Un riferimento importante, ma anche dolce, che, col tempo, assume toni sempre più forti di nostalgia, per la prematura scomparsa, dalla vita dell’autore. Parole riflessive e introspettive, ricolme di gratitudine morale e affettiva verso il proprio genitore.

