Lu ponti nun nni servi... a Sicilia jè n’isula

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
splendido vernacolo e S (carla composto)
Grazie Giacomo. (Eolo)
Contenuto e versi apprezzati. Abbraccio Giacomo. sl (Anna Di Principe)
La Forza del vernacolo! Bravo GIACOMO! S. (Giovanni Ghione)
Tantissimi per la nomina Giacomo meritatiss (Emilia Otello)
...Beddissima... (romeo cantoni)
parole sante! (Paola Galli)
Commenti (8)
Il ponte, per favore NO. Questo è il grido del Poeta, la sua denuncia che mi trova d’accordo. La nostra è un’isola che ha bisogno d’acqua, di strade, di infrastrutture, di scuole, di ospedali. Ogni volta, (con le elezioni) non cambia mai niente. Non prendeteci in giro, non abbiamo bisogno del ponte. Apprezzata questa ribellione in vernacolo...
per ciò che ho potuto capire ...non serve un ponte la Sicilia è un’isola meravigliosa che avrebbe bisogno di altri interventi più necessari di un ponte penso che il succo di questa bella opera sia questo ed io condivido con il bravo poeta elogio a questa lirica
Condivido, per motivi tecnici (anche se non sono un ingegnere, capisco che, in quella zona altamente sismica, il ponte sarebbe sempre in pericolo), questa lunga e potente invettiva dello Scimonelli. Mi piace un po’ meno quel larvato sogno indipendentistico che sembra covare sotto la cenere ("Lu cuntinenti ca ci trasi cu nuatri? "), e poi non credo che l’isola stia morendo di fame "da lu primu all’ultimu figghiu" (gli stipendi scandalosi alla Regione, allora, ad esempio?) E’ vero, la colpa è dei politici, ma non dobbiamo dimenticare che i politici li votiamo noi ...
Mi fermo soltanto ad entrare nell’essenza del testo del bravo autore, tenendo da parte certi interventi da parte di altri autori che prendono il preteso per entrare in un contrasto politico e etnico, a volte per gli altri e dura condividere la riflessione che si fa purché non cozzi con certi pregiudizi. Il testo dice profonde verità, non è l’esaltazione della mia isola, ma anche il rendere verità sulla nostra gente, fiera, umile, coraggiosa, sottomessa ma anche come tutti soggetta a connivenze politiche. In effetti un ponte non ci serve, prima perché danneggia l’ambiente stupendo dello stretto di Messina. arricchendo i costruttori. Inoltre a chi insinua che in Sicilia non c’è povertà si documenti.
Il testo è molto intenso, forte di denuncia verso un avvezzo mal costume della casta politica di tutti gli schieramenti. A chi ha commentato prima di me, non comprendo cosa c’entra il fatto che i siciliani votino politici poco raccomandabili. Proprio non capisco! Un testo profondo veramente.
Un testo in vernacolo, che ho molto ammirato per il contenuto ricco di grandi verità...La Sicilia non ha bisogno di un ponte soprattutto per motivi tecnici, ma sicuramente necessità di migliorare il sistema produttivo e di creare nuove infrastrutture. Sappiano, inoltre, che è un’isola ricca di bellezze naturali (mare da senbrare dipinto) e di profumi per la ricca flora .Versi scorrevoli e coinvolgenti per il lettore... elogio al valente Poeta!
La Poesia vernacolare ha un valore intenso perché è il canto delle radici di una terra e pertanto può esprimere al meglio le sue caratteristiche. Può essere denuncia può essere valorizzazione di stupende bellezze può essere gioia o rabbia di profondi sentimenti. In questo caso l’Autore esprime le Sue valutazioni conoscendo bene la problematica. Complimenti!
Parole sagge di chi sa già che a combattere contro i pochi potenti non saranno mai i tantissimi e vessati uomini uniti. Perché sperperare i soldi di un popolo che campa già di stenti per costruire un inutile ponte sullo stretto di Messina? Per recuperare, poi, quei pochi minuti di tempo che dividono la Sicilia dalla Calabria? E’ chiaro che il gioco non vale la candela. Poi, se guardiamo con occhi pieni di sentimento perché togliere il piacere di gustare la tanto attesa arancina mentre si è cullati dal mar Mediterraneo? Versi intensi per una Sicilia che è tanto, anzi, è molto di più.






