Acanto

Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un decanto artistico della morte! (Galante Arcangelo)
Tristezza ispirata e classica. Essenziale lirica. (numerouno)
Poetica di contenuto, alto. Segnalo (Francesco Rossi)
Commenti (3)
L’acanto pianta erbacea cespugliosa cantata anche in una magnifica lirica dal grande Eugenio Montale, la ritrovo qui in questa bella poesia della poetessa Carla Vercelli. Devo dire che la poetessa come Montale rende questa semplice pianta (con i suoi versi) una meraviglia con verso molto, molto appropriati. Il mio elogio.
Narra una leggenda greca che la nutrice di una fanciulla corinzia, morta precocemente, aveva deposto sulla tomba una cesta con i suoi oggetti più amati, adottando la precauzione di ricoprirla con una tegola quadrata per nasconderli e anche per prevenire i furti. Giunta la primavera, l’architetto Callimaco, che passava da quelle parti, vide la tegola sollevata da un cespo armonioso di foglie d’acanto, cresciute sul sepolcro, quasi a simboleggiare l’immortalità della fanciulla, la sua metamorfosi in pianta, secondo un luogo comune greco. Cosicché, i versi della poetessa, han ben ripercorso questo viaggio fra le erbe e le piante simboliche, decantando l’acanto che decorava la sommità della colonna, ove poggiava il capitello corinzio!
Versi molto belli come bella è la figura. lirica triste ma concentrata da un mix tutto personale dalla poetessa e pittrice e amica poliedrica Carla



