Pane e angoscia
Sono sceso col diavolo a patti
risalito certo di quotidiani piatti
colleziono dolcezze
tutte vere prelibatezze
e non lesino nell’assaggio
privato d’altri punti d’appoggio.
Però distrarmi mi manca
arranca questo peso perenne
del guardarmi alle spalle,
un privilegio assentarmi
che ormai sento spento
e nel vuoto elogio mi pento
l’anima mia
risentirne potrebbe.
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Segnalo la poesia. (Francesco Rossi)
Commenti (1)
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Galante Arcangelo23 marzo 2018
Un testo introspettivamente meditativo ove, anche l’angoscia del titolo, gronda pure sulle parole scritte, mostrando, al lettore, tale sensazione di tristezza, con colori e pensieri grigiastri. L’intero contenuto assomiglia ad un grido di dolore, che non si rassegna, cerca di lottare sempre, credendo nella speranza di un’ottima riuscita, nel risolvere le spinose questioni che assillano la mente dell’autore. Inoltre, si percepisce il biasimo di non potersi assentare dagli impegni, sapendo che il dovere non concederebbe tranquillità alla scelta di “distrarsi” un poco. Sfogo, umanamente legittimo e comprensibile, nei desideri esposti.
