Gettare di poesie
Ogni tanto le getto
come funi pel ponte
al di là del vuoto
l’altra sponda catturo
e tiro, tiro ... tiro
una, due, tre ...
certo
già fossero in giusta tensione
altro tirar non serve
- danneggerebbe -
Pel ponte una non basta
- e ponte è cosa che serve -
almeno quattro
a trattenere due sotto
dell’assi, per poterci far passi
- mica tutti siamo inca -
e due sopra a reggersi
con mani in appoggio
poi potrei pure fermarmi
e dondolale.
So che altri ... attratti
al transito pensano, ma
le loro paure non tacciono
premono e d’inverso creano
raro diamante il contrario
come lo spalancare
porte all’abisso.
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
mi piace (Francesco Rossi)
Commenti (1)
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Galante Arcangelo28 marzo 2018
La poesia si verga con il cuore, ma deve essere comunque e sempre impregnata dell’animo di chiunque la scriva. Infatti, l’anima è un po’ privata da orpelli rispetto al cuore e, quindi, talvolta può sembrare che ci sia contraddizione fra versi ed emozioni. La poesia, perciò, diventa sostegno, non tanto per il poeta, quanto per il lettore che in essa troverà quello che lo rappresenta e gli trasmette. Un’altra riflessione, quella esposta dall’autore, che nel viaggio dell’interiorità capta il senso di ciò che è poesia per lui. Ottime impressioni, per nulla lontane, da quanti potrebbero rispecchiarsi nelle considerazioni appena lette!
