Passata l’ora del dolore
Rosetta Sacchi
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Passata l’ora del dolore
che tutti risucchia nel suo vortice come piovra
e rende buoni generosi anime pie
si torna al vivere dei pugni chiusi
di ventose sberle di piogge impetuose
ognuno a seguire il suo binario
nel turbinio della corsa
l’occhio mirato
l’obiettivo ad un passo
Torna l’egoismo priorità assoluta
e il gustarsi una folla ai piedi - sulla vetta -
come fosse di foglie un mucchio morto
o avviato al declino, che altro non sa
se non d’un calpestio fatale...
finché ancora d’una morte
il pensiero ci accomuna
d’una ruota che gira e che ci tocca
Un po’ piangiamo noi stessi ad ogni dipartita
quel filo tenue che si spezza e vorremmo vedere
rinforzato nel tempo. E piangiamo l’altra vita
- non per tutti certezza - ignota...
meno assordante ed allegra.
Più silenziosa ed assorta
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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