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Amore 31 marzo 2018 · lettura 1 min · 2115 letture

Adagio in sol minore

Eolo 887 poesie pubblicate
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Ho pregato il ragazzo col violino, di diffondere le note dell’Adagio, come DNA antico lo sento dentro di me sangue e radici oltre le radici d’amore della mia stessa vita. Il ragazzo sorpreso, cercò lo spartito, con mani incerte prese l’archetto ad accarezzare il violino, in un fervore sacro che gli colorava il viso. Musica che si perdeva, nella navata della chiesa, struggente fendeva l’aria di note malinconiche. Giazotto da lontano ascoltava, melodia di rinascita oltre il divenire. In silenzio con braccia conserte, tendevo l’orecchio in un pathos profondo che mi toglieva il fiato, mentre ascoltavo quell’aria immortale. Albinoni abbracciò il ragazzo umile artefice di un’esecuzione improvvisata!
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Molto bella, (Sara Acireale)

bellissima! per una , Eolo. (Stefana Pieretti)

bella eolo S cempre bello opere (carla composto)

Molto apprezzata! (carla vercelli)

complimenti come sempre, versi di vero interesse. (emiliapoesie39)

Commenti (9)

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Sara Acireale31 marzo 2018

Belli e suggestivi questi versi. L’autore, attraverso la contemplazione di un dipinto, scrive questa lirica d’amore universale che entra nel cuore di noi lettori... Piaciuta per contenuto e stile limpido...

Stefana Pieretti31 marzo 2018

ascoltare il suono di un violino è come sentire dolci vibrazioni che ti pervadono tutta e in questi versi pare di ascoltarne le note dolci e struggenti . Belle emozioni da questa bella poesia .

carla composto31 marzo 2018

la descrizione di un’immagine il suono di un violino che vibra dentro di noi bravo come sempre il valente poeta a regalarci emozioni

carla vercelli31 marzo 2018

Ci sono diversi filoni narrativi in questa poesia. Uno potrebbe essere quello dell’attribuzione falsa dell’Adagio ad Albinoni quando in realtà fu il musicologo Giazotto, nel secolo ventesimo, a rielaborare frammenti musicali di Albinoni. Un’altra lettura potrebbe essere quella di quanto ben s’addica l’immagine del Caravaggio, "Riposo durante la fuga in Egitto", 1596, alla musica di Albinoni e di Giazotto, posteriori. Come se la musica, che interessa l’orecchio, arrivi sempre dopo l’immagine (un po’ quello che succede alla musica di Haendel che ben si abbina ai quadri di Rubens). L’altro filone della poesia, più importante, è la continuità creativa fra Albinoni, Giazotto e il ragazzo che esegue, improvvisando, l’adagio. Arte immortale- umile.

Matilde Marcuzzo31 marzo 2018

Ammirazione... parole e musica... un’armonia di penna... uniche. S.

Francesco Rossi2 aprile 2018

Quando tutto di svolge d’improvviso la spontaneità regala sempre momenti unici che l’autore verseggia in questa sua poesia.

Pagu3 aprile 2018

La bellezza di un momento in cui tutto sembra risplendere... per la musica, per l’amore, per la gioia di esserne parte. Un testo ricco che vive di luce propria. Molto sentito.

Stefania Siani6 aprile 2018

Ah, la musica, ti rapisce e ti porta via con se, ti riempie l’animo. Molto apprezza ovviamente, da me come musicista e come poeta.

Rosita Bottigliero13 aprile 2018

Pennellate di poesia che rincuorano l’anima. ...sono merletti di versi che profumano di musica. Bellissima