E Poi

Occhi che non hanno paura d’esser mare
Ripetute adamantine imbastite dal Karma
i tuoi viaggi tra la nebbia d’un fiore donato
e le corse verso il sole.
Stendere strati di sabbia
Mentre a colazione bevi il solito caffè.
Sigaretta e jeans stretti – passi falsi e corpi da scaldare
Le tue gambe in prestito regalano amore alterno come un fiore appena colto
Dolori alle giunture, muscoli atrofizzati.
Senso di vuoto misto a brividi:
“vorrei morire dentro”
profumo di ogni cosa distillato dal nulla
Vizi a strati, sentirsi nessuno non potendo esprimere il nulla
E poi ti chiamano per nome
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