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Introspezione 1 aprile 2018 · lettura 1 min · 1217 letture

E poi tristezza

Michele Aliberti 669 poesie pubblicate
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Sono nato mille volte in questa vita e mille volte sono morto, lasciandomi andare nel tempo che mi portava via. E con me ho fatto nascere e morire mille speranze, mille oscure paure, mille desideri nascosti alla coscienza. Io sono il tutto e il niente, gli opposti che si ritrovano nell’unico corpo che li ospita, il bene e il male, l’amore e l’odio che si guardano all’unisono, la felicità e il dolore. Io sono io. Mi amo e mi odio, perché appartengo all’aria che mi porta dove a volte non vorrei andare, al destino che mi creo e che mi capita, all’incertezza della vita che mi appartiene. Sono la follia di uno sguardo e la verità di un sorriso. E poi tristezza che non mi lascia andare, anche se vorrei abitarle lontano, forse oltre questa stessa vita.
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L'autore
Michele Aliberti

Credo che ognuno possa esprimere le proprie sensazioni, le proprie emozioni: trasformare i pensieri un parole. Scrivere è come lanciarsi in caduta libera, senza paracadute, sapendo di non farsi male, credendo di poter volare, per amare le cose della vita e farsi amare dalla vita!

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Commenti (1)

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Galante Arcangelo1 aprile 2018

La tristezza arriva e poi fa le valigie, caro poeta, ma, poi, altre volte, invece, decide di restare e farci compagnia. Poesia tormentata all’inizio, sempre più lieve e poi speranzosa, alla fine. È la vita, col suo altalenarsi di gioie e malinconie, giacché esistono giorni colmi di mestizia, i quali, fortunatamente, vanno via, allo scopo di far tornare a sorridere l’essere umano. Mai abbandonare la speranza che, presto o tardi, tutto, possa nuovamente tornare a brillare, all’improvviso. Meste considerazioni introspettive, su di un guardarsi intensamente dentro, scoprendo lati, forse, spinosamente ardui, ad accettarsi.