230 lettori online · 366.718 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale minacappussi.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Famiglia
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Mina Cappussi
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Famiglia 5 aprile 2018 · lettura 2 min · 2271 letture

Fragile involucro di un mito

Mina Cappussi 89 poesie pubblicate
+ Segui
Fragile, corpo assottigliato dal tempo. Involucro violato dagli anni consuma rapido moccolo, mantiene luce per poco ancora negli occhi antichi. Ricordi dai confini lucidi vivide immagini di tempi andati: il sacrificio, la fame la povertà che attanaglia il coraggio di avanzare col vento contro. Guardo quel corpo, nel bianco d’un letto, rimpicciolito dal tempo che consuma le ossa e assottiglia la forza; il passo lento, brividi di freddo, pur calda è la stanza. Chimica bianca cura le membra toccate dagli anni e dal gelo. Vieni via di lì che ti voglio ancor forte! Lascia il cuscino che corrode armatura. Si anima e racconta. Un’impresa a calce e sudore: e le sue strade son le più belle. E’ un fiume in piena che narra l’arrivo a Bojano: Tagliaferri, Ferruccio, Penna Bianca, non avevan nulla, ma patto tacito li univa. La locanda di Sisto il camion a rate, stritolato dal destino rinasce ogni volta, fenice che da cenere spiega ali e miti. Ti vedo fragile nel tuo involucro vicino al secolo e mi fa rabbia il tuo entusiasmo contro il male degli uomini Prometto vendetta a chi abiurò, ma il male acuisce se manca perdono. Sbotto e tuono. Quel lento incedere stride con l’idea di te, ché forza interna non collima con fragile superficie: giunture ossidate, muscoli depredati, nervi interrotti, e quelle palpebre pesanti che chiudono filari interminabili di luci già spente. E’ il tempo dei conti e resisti più forte. L’impeto di un ventenne e mi fa rabbia quell’energia che a me manca, in involucro a termine. E vorrei barattare il veicolo ché fragilità non s’addice al pieno d’energia di anima, irrobustita da anni e speranze. E mi arrabbio: per la forza imprevista o ‘l corpo mortale? E’ un dolore di scherno, questa possanza. Papà, non posso vederti così... fragile!
♥ 0 💬 1
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

La fragilità di un corpo invecchiato, abitato da uno spirito giovane. Davanti al proprio padre la ragione tentenna, chiede spiegazioni di quello spirito indomito chiuso in una stanza d’ospedale, che a stento trattiene lo spirito di un ventenne. La rabbia di essere impotente, di non poter restituire nemmeno una piccola parte di ciò che un genitore ci ha donato, la voglia di combattere il tempo, reclamando altri anni. Il dolore nell’assistere alla fragilità di un involucro appassito, che contrasta con la forza di un’anima che ha molto da dare ancora.

L'autore
Mina Cappussi
Tutte le opere →

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Eolo5 aprile 2018

Un testo struggente che commuove, una dedica alle radici del proprio sangue d’amore. Si è fragile anche quando si è giovani. Versi di profondo rimpianto e commozione, per un amore verso il proprio padre, in un tempo ciniico che altera il corpo. Fermiamo nel nostro cuore, il ricordo del padre sentiamo quello che ha fatto per noi, averci dato la vita, offerto la propria vita per amarci e vederci felici. La memoria dell’amore non è mai fragile e non muore. Apprezzata!