Fragile involucro di un mito
Mina Cappussi
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Fragile,
corpo
assottigliato dal tempo.
Involucro
violato
dagli anni
consuma rapido
moccolo,
mantiene luce
per poco ancora
negli occhi antichi.
Ricordi
dai confini lucidi
vivide immagini
di tempi andati:
il sacrificio, la fame
la povertà che attanaglia
il coraggio di avanzare
col vento contro.
Guardo quel corpo,
nel bianco d’un letto,
rimpicciolito dal tempo
che consuma le ossa
e assottiglia la forza;
il passo lento,
brividi di freddo,
pur calda è la stanza.
Chimica bianca
cura le membra
toccate dagli anni
e dal gelo.
Vieni via di lì
che ti voglio
ancor forte!
Lascia il cuscino
che corrode armatura.
Si anima
e racconta.
Un’impresa
a calce e sudore:
e le sue strade
son le più belle.
E’ un fiume in piena
che narra
l’arrivo a Bojano:
Tagliaferri, Ferruccio, Penna Bianca,
non avevan nulla,
ma patto tacito
li univa.
La locanda di Sisto
il camion a rate,
stritolato dal destino
rinasce ogni volta,
fenice
che da cenere
spiega ali e miti.
Ti vedo fragile
nel tuo involucro
vicino al secolo
e mi fa rabbia
il tuo entusiasmo
contro il male
degli uomini
Prometto vendetta
a chi abiurò,
ma il male acuisce
se manca perdono.
Sbotto e tuono.
Quel lento incedere
stride
con l’idea di te,
ché forza interna
non collima
con fragile superficie:
giunture ossidate,
muscoli depredati,
nervi interrotti,
e quelle palpebre pesanti
che chiudono
filari interminabili
di luci
già spente.
E’ il tempo dei conti
e resisti
più forte.
L’impeto di un ventenne
e mi fa rabbia
quell’energia che
a me manca,
in involucro a termine.
E vorrei barattare il veicolo
ché fragilità non s’addice
al pieno d’energia
di anima,
irrobustita da
anni e speranze.
E mi arrabbio:
per la forza imprevista
o ‘l corpo mortale?
E’ un dolore
di scherno,
questa possanza.
Papà, non posso
vederti così...
fragile!
©
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L'autore
Mina Cappussi
Commenti (1)
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Eolo5 aprile 2018
Un testo struggente che commuove, una dedica alle radici del proprio sangue d’amore. Si è fragile anche quando si è giovani. Versi di profondo rimpianto e commozione, per un amore verso il proprio padre, in un tempo ciniico che altera il corpo. Fermiamo nel nostro cuore, il ricordo del padre sentiamo quello che ha fatto per noi, averci dato la vita, offerto la propria vita per amarci e vederci felici. La memoria dell’amore non è mai fragile e non muore. Apprezzata!

