Qualcosa di te da ricordare
massimo turbi
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i cancelli dell’infanzia mi avvolgono
come i silenzi piantati con le tende
rasentando gli sguardi lucidi di pianto
le foglie i petali le radici cantano melodie
pregne di autentica magia nel dimorare
incantato alle sue soglie a vegliare l’universo
ad tiro di schioppo dai castagni rigogliosi
volli costruire un giaciglio per il paradiso
tra i profumi di erba selvatica e di api in fiore
la primavera si raccontò ai miei occhi aperti
sulle colline spalancate verso le torri medievali
gatti randagi mi sussurrano teneri. miagolii
dipinsi su tela anonima pitture di olii
odorosi di vermiglio disegnai la vita in divenire
desideroso di viverci dentro
il tempo cambiò radicalmente come un rito isterico
le nuvole vomitarono pioggia.
me ne andai ravvolto con l’amor addosso
scrissi sul pelo d’acqua la melanconia
tinte di quell’essenze mai dimenticate
rovvistando dentro le memorie qualcosa di te
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massimo turbi
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