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Riflessioni 6 aprile 2018 · lettura 1 min · 1073 letture

A integrazione di Pirandello

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Noi centomila forse non soltanto per gli occhi assai diversi che ci osservano siamo, ma per i nostri cambiamenti pure, che ben ci mutano ogni giorno. Ed all’interno dello stesso giorno, da mattina alla sera differenti diventiamo: i pensieri non conservano le loro identità, certo non tanto.
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Mi sono permesso di integrare il significato di "centomila" del romanzo "Uno, nessuno e centomila" di Pirandello: siamo tante persone diverse non solo perché ognuno ci percepisce a modo suo, ma anche perché noi stessi cambiamo continuamente. Del resto, tale eventualità era già contemplata nel romanzo, quando ad esempio Vitangelo Moscarda, il protagonista, dice: "Anche per ciascuno di noi [ l’identità ] può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo. "

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (1)

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carla vercelli6 aprile 2018

Una postilla alle argomentazioni di Pirandello che sostiene, sulla base di una frase del romanzo, "Uno, nessuno e centomila,", che la nostra identità non solo è percepita diversa dagli altri, ma da noi stessi. Ed è proprio così, personalmente credo di non avere alcuna identità e di avere almeno una quindicina di Carle diverse dentro me... Molto apprezzata, notevole anche la forma che rovescia l’ordine delle rime della prima strofa nella seconda.