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Natura 27 novembre 2007 · lettura 1 min · 1007 letture

”Non ci sono più gli aranci di una volta”

B
Bruno 94 poesie pubblicate
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Non vedevo l’ora che tornassero sui banchi e quando li ho visti ho avuto un balzo al cuore, io li ricordo come fiorellini bianchi or sono aranci, succosi da gustare. Sapor del sole caldo dentro voi profumo intenso di terre lontane, un altro nettare divino degli dei ma nei ricordi miei, molto vicine. Provo ad aprirne uno lentamente cercando di attenuar quell’acquolina che assale vogliosa alla mia mente, voglio mangiar un arancio stamattina. Trovo difficoltà nello sbucciare un arancio con la pelle troppo fina, porto le mani al naso ad odorarare un odore acro e acerbo di benzina. Dicono che trattati son più buoni, fan bella mostra dentro a quel cestino meglio una volta, erano più sani, io li ho buttati li... nel bidoncino.
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il volere a tutti i costi rendere la frutta più bella che buona, porta a riflettere su cosa stiamo mangiando.

B
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Bruno
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Commenti (3)

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Paolo Ursaia27 novembre 2007

Classiche quartine, rime eleganti, per una poesia originalissima, che deve renderci pensierosi...

Fippo227 novembre 2007

Bella denuncia scritta con una classe infinita... mi inchino... maestro.

D
Daniela Mazzotta27 novembre 2007

gustoso frutto che aspettiamo con l'avanzar dell'inverno Purtroppo reale la denuncia che fa l'autore Ciò che mangiamo non è più genuino... Bello agli occhi ma il sapore non è più lo stesso