Nell’attesa di un respiro
Barbara Filippone
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Un’attesa lunga, persistente,
un’occhiata veloce per scorgere un saluto.
Sono più le volte che non ci sei
che le volte in cui appari come un ologramma.
Disordine tra i tanti pensieri miei,
qualunque ricordo abbia ereditato dalla tua compagnia
si fa strada nelle vie del cuore.
Mai terminato l’esercizio di riprenderti dai luoghi
più nascosti dell’anima, non si smette di aspettare
né ci si stanca di qualcosa che si nutre da dentro,
che si nutre dei ricordi e di un cuore colmo di amor.
Mi prende d’improvviso, allineo i pensieri
li faccio miei e mi nutro di quei sorrisi,
di quelle parole, di quelle risate,
come se quella figura
fosse frutto di un’immaginazione,
come se per soffrire meno l’assenza
il cuore tornasse a battere
e a rallegrarsi con quei ricordi.
Un’attesa che ti consuma da dentro,
poi la perdita torna prepotente,
il vuoto nell’anima si ricolma di lacrime e tristezza;
un solo cenno, nuovo,
una voce che si ripresenta
uno ciao insperato
e il cuore torna a rallegrarsi.
Così un solo raggio di luce
asciuga quelle lacrime e su quel volto triste
tornano i colori dell’arcobaleno.
e l’anima torna a nutrirsi di quel respiro.
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L'autore
Barbara Filippone
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo10 aprile 2018
Un amore pieno di attese... fatto di soli pochi attimi... ma essenziale e soprattutto come una catena che tiene legati... Una lirica densa d’amore e di passione, molto originale nelle metafore... e dolcissima.

